C’è un momento, prima di iniziare a tagliare, in cui il banco da lavoro è perfettamente in ordine.
Il cuoio toscano è disteso, la carta in puro cotone respira, gli aghi riposano accanto al filo di lino.
In quel preciso istante, il taccuino non esiste ancora.
È solo un'intenzione. Un'attesa.
Quando mi affidi una storia su commissione, non mi stai chiedendo di assemblare un semplice contenitore di fogli.
Mi stai chiedendo di costruire un custode silenzioso per una parte della tua vita.
Che sia un viaggio on the road, la nascita di una famiglia, o le coordinate di un incontro che ti ha cambiato la rotta, il mio compito è dare a quei ricordi un peso, un odore, una texture.
E qui viene il bello.
Perché tradurre un’emozione in materia non è una formula magica, e non è un processo indolore.
Dimentica i configuratori online dove carichi una foto, scegli un font, cliccate "ordina" e il giorno dopo avete il pacco a casa.
Il mondo digitale ci ha abituato alla velocità, ma l'artigianato vero — quello che lascia i calli sulle dita — è un'altra cosa.
Ci vuole tempo.
Spesso, ci vuole pazienza (e credimi, a volte ne perdo un po' anch'io quando la cianotipia decide di fare i capricci!).
Prendiamo la carta, per esempio.
Non uso risme tagliate a macchina in serie.
Le tue fotografie prendono vita su fogli sfrangiati e intonsi, creati appositamente in collaborazione con artigiani a cui ho affidato la produzione della carta che userò per conservare i tuoi ricordi.
Ogni foglio ha una sua trama fibrosa.
Quando ci stampo sopra le tue foto con l'antica tecnica della cianotipia, l'immagine non viene semplicemente "impressa". Viene letteralmente assorbita.
È un processo liquido, umido, vivo.
Non uso filtri digitali per l'effetto vintage. Uso viraggi botanici reali.
Ti immagini la scena?
Io che preparo decotti concentrati di tè verde, di caffè o di galle di quercia, immergendo le stampe a lungo, aspettando che l'alchimia trasformi quel blu prussiano in sfumature calde, color seppia, o grigio antracite.
A volte bisogna rifare tutto da capo perché il tono non è quello giusto.
È la materia che comanda, non io.
Ogni storia richiede poi una sua veste esteriore.
Sul cuoio a concia vegetale del Consorzio Vera Pelle Italiana, incido ciò che ti rappresenta.
Per le storie d'amore e i legami profondi, può essere un intreccio geometrico essenziale o le coordinate geografiche di un luogo esatto.
Per i passaggi generazionali e i ricordi di famiglia, l'incisione si fa più spessa, magari con le iniziali fuse in un unico sigillo antico.
Tutto viene poi cucito a mano con il filo di lino cerato Au Chinois.
Decine di passaggi, nodo dopo nodo.
In un mondo ossessionato dal "facile e veloce", io celebro l'esatto opposto.
Celebro la fatica, la lentezza, e la relazione profonda che si instaura tra me che creo e tu che attendi.
Per questo non troverai mai un tasto per l'acquisto impulsivo per queste opere. L'acquisto non è il punto di partenza; il punto di partenza è il dialogo.
La creazione inizia sempre da un confronto, dalle tue parole, dalla prima traccia che decidete di lasciarmi.
Se desideri esplorare nel dettaglio i materiali, le possibilità di personalizzazione o iniziare ad affidarmi la tua idea, puoi varcare la soglia del catalogo e scoprire l'opera su misura.