Ok, parliamone.
So cosa potreste pensare. "Questo passa il tempo a parlarci di gesti lenti, di anima, di ritorno alla manualità... e poi usa l'intelligenza artificiale?".
È una domanda legittima. E la risposta, per me, è la cosa più importante di tutte, perché definisce il confine esatto della mia filosofia.
Ad esempio: l'immagine che vedete qui in alto l'ho creata con gli strumenti di IA generativa. Come mai?
Chiariamo subito una cosa: il mio non è un ritorno bucolico alla natura, stile figli dei fiori.
Non sogno un mondo senza tecnologia. La mia è una scelta consapevole, ragionata, fatta con i piedi ben piantati nella realtà.
Il mondo va avanti, la tecnologia è uno strumento potentissimo e, in molti casi, meraviglioso.
Il punto, come sempre, non è lo strumento. È come lo usi.
Quindi, come uso io, nel concreto, questi famosi strumenti di IA nel mio lavoro quotidiano per Soffio Artigiano?
Ve lo spiego con un esempio che riguarda proprio il testo che state leggendo.
Quando devo scrivere un articolo per questo blog, per esprimere un concetto a cui tengo, la prima cosa che faccio è accendere un microfono.
E parlo. Butto fuori a ruota libera i miei pensieri, le mie idee, le mie frustrazioni, esattamente come se stessi chiacchierando con un amico.
Un flusso di coscienza, spesso disordinato, ma al 100% mio. Autentico.
Solo a quel punto, prendo questa trascrizione grezza e la do in pasto a un'IA.
E cosa le chiedo?
Non le dico: "Scrivimi un articolo su questo argomento". Mai.
Quella sarebbe la delega totale, la morte del mio pensiero.
Le dico: "Questo è il mio pensiero. Aiutami a renderlo più fluido. Aiutami a trasformare queste parole sconnesse in un italiano corretto, in un testo che si possa leggere senza farsi venire il mal di testa".
Vedete la differenza? È sostanziale.
L'IA non è il creatore, è l'editor.
È un assistente incredibilmente efficiente che prende la mia anima e l'aiuta a vestirsi meglio. Il cuore del contenuto, l'idea, la voce... quella resta mia, insostituibile.
Lo stesso vale per le immagini.
Potrei mai chiedere a un'IA di generarmi la foto del mio laboratorio?
O di un taccuino che non esiste? Assolutamente no.
Quella sarebbe una menzogna, una contraddizione totale con tutto ciò in cui credo.
Ma se per un articolo mi serve una piccola immagine illustrativa, un simbolo, e non ho il tempo materiale di crearlo, posso chiederle un aiuto?
Certo. Anche in quel caso, è un supporto, non il sostituto della realtà.
Il fine del mio lavoro è il manufatto in cuoio.
Quello lo faccio io, con le mie mani, con i miei attrezzi, con il mio tempo.
E nessuna tecnologia potrà mai sostituire quel processo, perché è proprio nel processo che risiede il valore.
Ecco la mia visione: la tecnologia è un martello potentissimo.
Puoi usarlo per costruire la tua casa, mattone dopo mattone, con la tua fatica e la tua visione.
Oppure puoi premere un pulsante e fartela stampare in 3D.
Entrambe sono case, certo.
Ma solo una avrà davvero la tua anima dentro.